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DIDATTICA
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Collaborazioni

Dislocation quartet


Disloocation jazz quartet è una formazione davvero unica ed originale che propone un ricco repertorio della tradizione afroamericana tra jazz standards, swing e blues.Uno sguardo attento anche alla musica attuale fonde le esperienze dei quattro musicisti proponendo brani originali di loro composizione. Ad aprire 2019 incidono il loro primo disco “Connections” con brani  arrangiati e scritti dagli stessi componenti. Le sonorità sono a volte  elettriche, a volte bebop pur mantenendo sempre un sapore intimo e sensuale.

Giorgio Organtini – sax baritono

Walter Pignotti – chitarra

Francesco Cicconi – contrabbasso

Andrea Elisei – batteria

https://www.youtube.com/channel/UCkmukp9zpu9_kTFt0ep78fA

Poiein quintet

 

I cinque musicisti che hanno dato vita al quintetto Poiéin si sono incontrati nel 2016 per suonare, analizzandone gli aspetti compositivi più caratterizzanti, le composizioni del pianista e compositore americano Fred Hersch (il primo nome del gruppo infatti era “Hersch Project”). Proseguendo nella loro esperienza di studio e amabile con-divisione di suoni, armonie e strutture, i componenti del quintetto provenienti da esperienze formative e culture musicali eterogenee, hanno iniziato a scrivere, anche in modo collaborativo, brani originali per arricchire sia il programma, sia la loro crescita-ricerca del sound del gruppo.

Maurizio Gibellieri – Sax

Walter Pignotti – Chitarra

Emanuele Evangelista – Piano

Lorenzo Scipioni – Contrabbasso

Niki Barulli – Batteria

https://www.youtube.com/channel/UCGC8vsGzLhEW-KGJ–SDKkg

 

Animalìe – Atto musicale contro l’estinzione degli animali immaginari

 

Contrabbasso: Mattia Borraccetti

Chitarra elettrica/electronics: Walter Pignotti

Percussioni mediterannee/electronics: Francesco Savoretti

Voce recitante: Meri Bracalente

Regia: Andrea Fazzini

 

…frammenti e divagazioni a partire dal ‘Manuale di zoologia fantastica’ di Jorge Luis Borges.

Animali sognati, animali allo specchio, animali pigri.

Borges, scrittore e bibliotecario, toglie la polvere da miti, storie, leggende, teoremi sepolti nel dimenticatoio, e la trasforma in pulviscolo di rinascita, in radianza, in forme ibride di astrazione ed erudizione.

L’A Bao A Qu, Il Catopleba, l’Odradeck, lo Squonk… sono ancora con noi… sono ancora noi.

Li rievochiamo, sfiorando in musica e parole i loro enigmi.

Laura Avanzolini sings Bacharach

Laura Avanzolini, voce

Giacomo Uncini, tromba e flicorno

Antonangelo Giudice, sax tenore e clarinetto

Paolo Del Papa, trombone

Walter Pignotti, chitarra

Tiziano Negrello, contrabbasso

Michele Sperandio, batteria

Arrangiamenti di Michele Francesconi

 

Burt Bacharach è ancora oggi un punto di riferimento per tutti gli amanti della musica e della forma canzone. Nelle sue composizioni, ha unito stimoli eterogenei ma sempre con gusto ed eleganza. Sicuramente è stato un artista capace di scrivere brani di grande successo – come, tra gli altri, Close to You, I Say a Little Prayer e The Look of Love – e di trovare nelle sue melodie una sintesi raffinata tra forma e sostanza. Allo stesso tempo, però, ha saputo rivolgere il suo sguardo espressivo anche verso territori più profondi e simbolici, meno facili e spensierati: ha affrontato in alcune canzoni il rapporto tra uomo e donna oppure le questioni relative al consumismo americano.

 

Laura Avanzolini propone una rilettura contemporanea di alcuni splendidi brani firmati dalla coppia Burt Bacharach e Hal David negli anni ‘60, facendone risaltare le sfumature più jazzistiche, con la complicità degli arrangiamenti di Michele Francesconi e di un gruppo di musicisti di grande spessore ed esperienza.

https://www.youtube.com/watch?v=ip22gQcxmJA

 

WASABI quartet

Walter Pignotti  – Chitarra

Emanuele Evangelista – Pianoforte

Gianludovico Carmenati – Contrabbasso

Michele Sperandio – Batteria

 

Il ‘900 è finito e con esso anche i grandi movimenti artistici sono terminati. In questa fase attuale di postmodernismo ciò che prima veniva considerata contaminazione oggi diventa linguaggio corrente. In questo quadro si colloca il Wasabi quartet che, usando la lingua musicale globalizzata per eccellenza, il jazz, unisce elementi tipici della melodia europea alla forza ritmica del progressive, al potere trasfigurante dell’ improvvisazione affianca il gusto per dinamiche e sviluppi della forma caratteristici della tradizione musicale colta. Il materiale originale che propongono si presta a questo gioco di rimandi che affonda le proprie radici soprattutto negli anni ’70 dove, a loro avviso, la musica ha raggiunto i più elevati livelli di espressività.

 

 

Soft Brain trio

Walter Pignotti – chitarra

Ludovico Carmenati – contrabbasso

Michele Sperandio – batteria

 

swing&latin jazz

 

 

Il Soft Brain trio nasce dalla collaborazione di tre amici musicisti attivi sul territorio marchigiano con numerosi progetti sia nel campodella musica originale che in quello dell’improvvisazione.Il gruppo si specializza fin da subito nella reinterpretazione di celebri standard jazz proponendo arrangiamenti accattivanti e spesso inusualiper il genere. Il trio propone riletture sia in chiave swing che latin delle canzoni del jazz, lavorando molto sulla melodia e lo sviluppo tematicodi ogni brano. I loro punti di riferimento sono rappresentati dal celebre piano trio di Bill Evans e da quelli del chitarrista Jim Hall senza peròdisdegnare le citazioni rock e progressive provenienti dal loro vissuto generazionale.

WAM trio

Antonia De Angelis – voce
Walter Pignotti – chitarra
Emiliano Macrini – contrabbasso

special guest: Mike Rossi – sassofono

 

The music of Antonia De Angelis and her fine supporting trio of Walter Pignotti (guitar), Mike Rossi (saxophone) and Emiliano Macrini on bass presents jazz standards in an acoustic chamber-jazz like setting. Antonia’s discovery and rendition of these musical gems from the American Songbook demonstrates her outstanding vocal talents with her friends in a warm, inviting and relaxed atmosphere. The combination of these outstanding musical talents from Italy and Rossi’s own musical influences from the United States, South Africa and his family’s heritage from Abruzzo and Benevento brings a unique element and flavor to the group.
We hope you enjoy the music of Antonia De Angelis and Chamber Jazz-Italia Style!”

 

TESSA jazz trio

Walter Pignotti – chitarra
Raffaele Catà – basso
Michele Sperandio – batteria

 

L’inverno ancora prima

Evelina De Signoribus – testi
Piergiorgio Cinì – voce recitante
Walter Pignotti – chitarra

FUZZ OFF trio

Manuele Marani – basso, effetti
Walter Pignotti – chitarra, effetti
Edoardo Tancredi – batteria

ROSSINI&WANDA quintet

Andrea Ripani – voce
Ezio Testa – chitarra classica e acustica
Walter Pignotti – chitarra elettrica
Sandro Sabbatini – basso
Francesco Offidani – batteria

Il mare a destra

Massimo Gezzi – testi
Roberto Zechini – chitarra
Walter Pignotti – chitarra

Il mare a destra è un libretto di poesie (Edizioni Atelier, 2004). Poi è diventato qualcosa di più: il risultato di una collaborazione artistica fra un giovane poeta (Massimo Gezzi) e due musicisti (Roberto Zechini e Walter Pignotti). L’idea è nata da un incontro indiretto: di Gezzi con la musica dei Limanaquequa di Zechini, e di Zechini con le prime poesie pubblicate da Gezzi. Da qui è nata la collaborazione, oltre che l’amicizia: un tentativo di cooperare, di fondere due forme in una, senza che l’una prevalga sull’altra o che l’una debba rinunciare ai suoi caratteri specifici e genetici per l’altra. Il mare a destra è anche una sorta di racconto: perché per gli autori la musica e la poesia sono infallibilmente anche racconto di una vita, dei suoi vuoti e dei suoi pieni, delle intersezioni (minime o prolungate) con le vite degli altri. La performance dura quaranta minuti, poco più. Quanto basta per intrecciare tre voci, per metterle in dialogo, per farne una domanda in attesa di una risposta: quella che si attende da chi ascolta, da chi condivide lo status di errante, di nomade (in senso fisico o figurato), che l’arte in qualche modo presuppone e chiede da sempre. Il mare a destra infatti – a legger bene – è soprattutto un’indicazione di viaggio: una direzione reale e immaginaria.

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