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DIDATTICA
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Collaborazioni

WASABI quartet

Walter Pignotti  – Chitarra

Emanuele Evangelista – Pianoforte

Gianludovico Carmenati – Contrabbasso

Michele Sperandio – Batteria

 

Il ‘900 è finito e con esso anche i grandi movimenti artistici sono terminati. In questa fase attuale di postmodernismo ciò che prima veniva considerata contaminazione oggi diventa linguaggio corrente. In questo quadro si colloca il Wasabi quartet che, usando la lingua musicale globalizzata per eccellenza, il jazz, unisce elementi tipici della melodia europea alla forza ritmica del progressive, al potere trasfigurante dell’ improvvisazione affianca il gusto per dinamiche e sviluppi della forma caratteristici della tradizione musicale colta. Il materiale originale che propongono si presta a questo gioco di rimandi che affonda le proprie radici soprattutto negli anni ’70 dove, a loro avviso, la musica ha raggiunto i più elevati livelli di espressività.

 

 

Soft Brain trio

Walter Pignotti – chitarra

Ludovico Carmenati – contrabbasso

Michele Sperandio – batteria

 

swing&latin jazz

 

 

Il Soft Brain trio nasce dalla collaborazione di tre amici musicisti attivi sul territorio marchigiano con numerosi progetti sia nel campodella musica originale che in quello dell’improvvisazione.Il gruppo si specializza fin da subito nella reinterpretazione di celebri standard jazz proponendo arrangiamenti accattivanti e spesso inusualiper il genere. Il trio propone riletture sia in chiave swing che latin delle canzoni del jazz, lavorando molto sulla melodia e lo sviluppo tematicodi ogni brano. I loro punti di riferimento sono rappresentati dal celebre piano trio di Bill Evans e da quelli del chitarrista Jim Hall senza peròdisdegnare le citazioni rock e progressive provenienti dal loro vissuto generazionale.

WAM trio

Antonia De Angelis – voce
Walter Pignotti – chitarra
Emiliano Macrini – contrabbasso

special guest: Mike Rossi – sassofono

 

The music of Antonia De Angelis and her fine supporting trio of Walter Pignotti (guitar), Mike Rossi (saxophone) and Emiliano Macrini on bass presents jazz standards in an acoustic chamber-jazz like setting. Antonia’s discovery and rendition of these musical gems from the American Songbook demonstrates her outstanding vocal talents with her friends in a warm, inviting and relaxed atmosphere. The combination of these outstanding musical talents from Italy and Rossi’s own musical influences from the United States, South Africa and his family’s heritage from Abruzzo and Benevento brings a unique element and flavor to the group.
We hope you enjoy the music of Antonia De Angelis and Chamber Jazz-Italia Style!”

 

TESSA jazz trio

Walter Pignotti – chitarra
Raffaele Catà – basso
Michele Sperandio – batteria

 

L’inverno ancora prima

Evelina De Signoribus – testi
Piergiorgio Cinì – voce recitante
Walter Pignotti – chitarra

FUZZ OFF trio

Manuele Marani – basso, effetti
Walter Pignotti – chitarra, effetti
Edoardo Tancredi – batteria

ROSSINI&WANDA quintet

Andrea Ripani – voce
Ezio Testa – chitarra classica e acustica
Walter Pignotti – chitarra elettrica
Sandro Sabbatini – basso
Francesco Offidani – batteria

Il mare a destra

Massimo Gezzi – testi
Roberto Zechini – chitarra
Walter Pignotti – chitarra

Il mare a destra è un libretto di poesie (Edizioni Atelier, 2004). Poi è diventato qualcosa di più: il risultato di una collaborazione artistica fra un giovane poeta (Massimo Gezzi) e due musicisti (Roberto Zechini e Walter Pignotti). L’idea è nata da un incontro indiretto: di Gezzi con la musica dei Limanaquequa di Zechini, e di Zechini con le prime poesie pubblicate da Gezzi. Da qui è nata la collaborazione, oltre che l’amicizia: un tentativo di cooperare, di fondere due forme in una, senza che l’una prevalga sull’altra o che l’una debba rinunciare ai suoi caratteri specifici e genetici per l’altra. Il mare a destra è anche una sorta di racconto: perché per gli autori la musica e la poesia sono infallibilmente anche racconto di una vita, dei suoi vuoti e dei suoi pieni, delle intersezioni (minime o prolungate) con le vite degli altri. La performance dura quaranta minuti, poco più. Quanto basta per intrecciare tre voci, per metterle in dialogo, per farne una domanda in attesa di una risposta: quella che si attende da chi ascolta, da chi condivide lo status di errante, di nomade (in senso fisico o figurato), che l’arte in qualche modo presuppone e chiede da sempre. Il mare a destra infatti – a legger bene – è soprattutto un’indicazione di viaggio: una direzione reale e immaginaria.

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